Martedì 07 Febbraio 2012

Palermo. La seduta e alzata del consiglio comunale: uno per tutti e tutti contro tutti

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Oggi seduta del consiglio comunale. Anzi, visti i tempi e le modalità, è il caso di chiamarla l’alzata del consiglio comunale. Tra chi era in attesa di intervenire ed chi si trovava nella stanza accanto in commissione bilancio (convocata in contemporanea alla seduta)
, a Sala delle Lapidi si è creato il vuoto. Interventi su interventi, silenzio su assordanti silenzi.

Durante quel paio d’ore le urla della città per un attimo il Lapino le ha dimenticate. Pare che Palazzo delle Aquile sia dotato di una barriera invisibile con misteriosi poteri “insonorizzanti”. Fuori le strade si allagano, gli edifici pericolanti crollano, i senza casa attendono un tetto, i cenciaioli si accampano sotto la fontana, la munnizza è divenuta elemento ornamentale di vicoli e straduzze… Dentro Palazzo delle Aquile invece è tutto calma e voluttà. Si sorride, si scherza e c’è persino il tempo di amichevoli scambi di battute tra maggioranza e opposizione, che al comune sono il contrario… ma questa è una storia che merita un articolo a parte.

Oggi, dopo quasi un mese, si è riaperta l’aula. Aula che si trova adesso a fare i conti con una importante scadenza: il sei novembre. Entro quel giorno è infatti necessario varare i riequilibri di bilancio. Ma i le forze politiche non paiono tanto convinte. Tutti contro uno e tutti contro tutti. Il Partito democratico si prepara a far da condottiero all’interno dell’opposizione che adesso e maggioranza in consiglio. Il Popolo della Libertà e l’Udc si dicono pronti allo scioglimento. Italia dei Valori e Movimento per l’Autonomia hanno votato in commissione “no” al consuntivo, il Pdl Sicilia continua a battere sul “disastro Cammarata”. Insomma durante l’alzata di Palazzo delle Aquile c’è chi tra il pubblico sembra dire con lo sguardo: “Un ci ste capennu nenti”. E visto che l’orologio sopra il tavolo della presidenza è rotto (su questo argomento torneremo grazie ad un documento del consigliere Tanania), a scandire il tempo è stato il pubblico presente in fondo. Lentamente sono andati via tutti fino a quando la seduta si è chiusa. Domani sera si tornerà a parlare… mentre la città, forse già da troppo tempo, attende il fare.

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