Sabato 19 Maggio 2012

Stanotte è morto nella piazza di Mondello Giovanni il barbone

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Stanotte è morto Giovanni. E' morto nella piazza di Mondello a Palermo, forse a causa del freddo. E' morto probabilmente dopo un arresto cardiocircolatorio.

Giovanni, un barbone noto a molti, è morto nella città più "cool d'Italia". Già, cool. Un termine inglese dalla doppia interpretazione e che stamattina poco richiamava salotti e affollati pub. Oggi il termine cool fa pensare al freddo e all'immobilismo. Fa pensare ad una città che, ormai dimentica di sè, si abbandona alle danze dei partiti politici che giocano alla guerra pur di continuare a fare il proprio gioco.

Intanto Giovanni muore in una piazza, a pochi passi da una città indaffarata a fare un solo bilancio: "Quanto ho fottuto oggi il prossimo?". Ma Giovanni non è il solo a morire a Palermo. 

A Palermo ogni giorno qualcosa muore. Muore la speranza di chi vede a rischio il proprio stipendio perché qualcosa non è andato per il verso giusto nell'amministrazione della cosa pubblica. Muore la fiducia in chi crede nell'azione della politica. Muore la volontà dei commercianti schiacciati da scelte non condivise. Muore lo spirito di sacrificio dei volontari e delle associazioni che vedono ancora sperequazioni e ingiustizie. E così via... 

Tanti omicidi vengono commessi ogni giorno e ci si dimentica che Palermo è un grande dono. Sì, perché Palermo è ciò che ci è stato affidato dai nostri antenati e che dovremo lasciare in eredità ai nostri figli. E noi una città così ai miei futuri figli non vogliamo lasciarla. Vogliamo migliorarla e crediamo che questo sia possibile solo se ciascuno fa qualcosa. Non crediamo a chi allarga le braccia. Non crediamo che "bisogna tirare a campare tanto qui non cambia nulla". Non crediamo a chi ci dice che tutti sono uguali. Crediamo nella forza dell'impegno, nell'efficienza di un'azione politica libera e genuina, crediamo nella partecipazione della città alla vita pubblica. Crediamo che ci sia una Palermo diversa da quella attuale. Crediamo che riappropriandoci degli spazi comuni possiamo sentire nostra questa meravigliosa terra.

(Foto di Franco Folini)

Commenti (2)
2 Mercoledì 11 Novembre 2009 20:35
Alessandra
Articolo scritto da una penna eccellente e da un animo sensibile
1 Mercoledì 11 Novembre 2009 16:48
k
concordo in pieno con la riflessione.. e giovanni non è l'unico.. è uno dei tanti, ma è anche uno in particolare.. mi ha colpito il titolo dell'articolo, perchè un titolo così si usa in genere quando muore un "personaggio pubblico" e se ne parla per giorni, quando invece di continuo il mondo perde persone senza nessuno o anche "figli di nessuno" se così vogliamo chiamarli in alucni casi, e in un modo atroce, come nel caso di giovanni, che non è solo un barbone ma è anche giovanni, una persona con un nome, una storia, degna allo stesso modo di attenzione..

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