Martedì 07 Febbraio 2012

L'Assemblea regionale siciliana affonda il governo sul Dpef, si va verso la crisi?


Per il governo Lombardo mala tempora currunt. Il documento di programmazione economico-finanziaria presentato dal governo regionale è stato infatti bocciato dall'Assemblea regionale siciliana con un doppio voto a Sala d'Ercole.

L'ordine del giorno che tendeva ad approvare il Dpef, firmato dai deputati del Mpa e del Gruppo Sicilia e accettato dal governo, è stato respinto con 41 "no" e 28 "si", mentre il documento che lo respinge e che porta le firme dei parlamentari del Pd è stato approvato con 44 voti favorevoli e 27 contrari.

I capigruppo del Pdl Innocenzo Leontini e dell'Udc Raimondo Maira avevano dichiarato che i parlamentari delle loro rispettive formazioni politiche avrebbero votato a favore del documento presentato dal Pd in quanto simile nei contenuti ai propri ordini del giorno. I lavori d'Aula, alla cui presidenza si sono avvicendati il presidente dell'Assemblea siciliana Francesco Cascio e il vicepresidente vicario Santi Formica, sono stati rinviati a martedì 17 novembre 2009 alle ore 17 – dopo una riunione della conferenza dei capigruppo - con all'ordine del giorno le comunicazioni del presidente della regione sulla posizione dell'assessore alla presidenza Gaetano Armao in merito "ai suoi rapporti con le società già concessionarie per la realizzazione dei termovalorizzatori", la discussione del rendiconto generale della regione per l'esercizio finanziario 2008 e l'esame dell'assestamento di bilancio per il 2009, temi che si sarebbero dovuti affrontare oggi.

Diciamo quindi che le cose non si mettono benissimo per il governatore Lombardo.  C'è addirittura chi come Antonello Cracolici, attuale capogruppo all'Ars del Partito democratico che "il voto di stasera segna la fine del secondo governo Lombardo-Berlusconi e del centrodestra in Sicilia. Si è consumato l'ultimo atto di una farsa durata 18 mesi di liti, spaccature e insulti".

Lombardo ha ammesso l'aria di crisi ed ha detto che farà partire una verifica all'interno della maggioranza per vedere il da farsi.

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