Sabato 19 Maggio 2012

Più incidenti sul lavoro dove lavoro non ce n'è: la brutta formula made in Sicilia


Sembra un controsenso ma è così, non ci si può fare niente o, forse è meglio dire, qualche cosa andrebbe proprio fatta. Sì, perché in Sicilia, terra in cui travagghiu non ce n'è, cresce il numero di incidenti sul lavoro. Un paradosso, uno dei tanti.


Qualche giorno fa, durante le Giornate dell'economia che si sono svolte a Palermo, è emerso che il tasso di disoccupazione tra i giovani nell'isola sfiora il 40 per cento e che, solo nei primi tre mesi dell'anno in corso, trentaduemila persone hanno perso il proprio posto di lavoro.

Eppure, succede che per tanti posti di lavoro che non ci sono, tanti si infortunano proprio dove si guadagnano il pane. L'ultimo rapporto dell'Inail, riguardante il 2008, parla chiaro: 35.590 persone si sono infortunate contro le 35.514 del 2007. Paiono fesserie ma ovviamente sono dati che vanno in controtendenza rispetto alla media nazionale, dove gli incidenti sono diminuiti del quattro per cento.

Poi dice che quasi quasi è meglio non lavorare. Ma se poi va a finire che ti devi struppiare? I morti nel 2008 sono stati 76, appena uno in meno rispetto all'anno precedente. Appena uno. Questa formula direttamente proporzionale che lega disoccupazione e incidenti sul lavoro non ci piace. Per niente. Però, se le istituzioni ancora fanno poco, forse è il caso che anche i lavoratori tengano di più alla propria pelle e pretendano più sicurezza rispettandone le regole.

In particolare, si legge su Siciliainformazioni, gli incidenti si sono verificati nei settori dell'industria e dei servizi con oltre trentamila casi, seguiti dall'agricoltura con oltre 2.500 casi.  

E torniamo alla disoccupazione, per concludere con questo parallelismo: dove si perde più lavoro? In classifica l'edilizia è prima, seguita da commercio e agricoltura.

Più di trentamila infortuni e più di trentamila che hanno perso il posto. Questo trentamila non ci piace, ma che ognuno si sforzi per farlo scendere.

foto: toti silent

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