"Chi arresta... paga", gli agenti di polizia lavorano a proprie spese

Quella che riportiamo oggi in apertura è una notizia che ci fa molto pensare. Viene riportata dal Giornale di Sicilia. Nei giorni scorsi abbiamo applaudito e festeggiato l'arresto di Domenico Raccuglia, numero due di cosa nostra.
Abbiamo applaudito e festeggiato la vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata. Abbiamo applaudito e festeggiato le forze dell'ordine, in questo caso la sezione catturandi della polizia, che ha portato a termine una missione.
Forse, però, sarebbe opportuno battere le mani in modo più forte proprio nei confronti degli agenti. Non molti sanno infatti che questi agenti sono costretti più volte a pagare di tasca propria. E non parliamo di pagare con la propria vita soltanto... parliamo di piccioli. Le forze di polizia, secondo quanto riferisce oggi il Giornale di Sicilia, avrebbero denunciato, attraverso il sindacato, la ristrettezza delle risorse e i sacrifici fatti dagli agenti costretti ad anticipare i soldi delle missioni. A questo si aggiunge anche il fatto che non sempre gli agenti riceverebbero quanto dovuto per le ore di lavoro svolte.
E' stata presentata per questo motivo anche un'interpellenza urgente al presidente del Consilgio e al ministro dell'Interno a firma di alcuni senatori di Italia dei Valori.
Per il prossimo anno intanto si preparano nuove sorprese. Sono infatti previsti tagli consistenti nel bilancio del Ministero dell'Interno soprattutto per le spese correnti (1.830 milioni di euro).
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