Sabato 04 Febbraio 2012

Cristo si è fermato a Termini. L'amara storia di Agrodolce

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La Sicilia delle risorse mancate e delle scommesse perse si concentra oggi, come fosse l'ago di una valanza che pende verso il negativo, in un grande paese, a due passi da Palermo, che guarda il mare dall'alto. Il nome di questo luogo è Termini Imerese: un posto dove, dall'industria alla cultura, sembra che il sole stia per essere definitivamente coperto come in un'eclissi.
Più di duemila cristiani, legati direttamente e indirettamente alla Fiat, vedono smantellarsi le stesse auto che hanno realizzato e con le quali, ancora oggi, accompagnano i propri figli a scuola. Altrettante persone, che di numero sfiorano le duemila unità, rischiano di vedersi tramontare davanti agli occhi la possibilità di vivere e lavorare nella propria terra, grazie ad una soap televisiva sul cui schermo sta calando il sipario.
Delle tute blu il lapino si è occupato nei giorni scorsi, quando gli operai hanno chiesto di far luce sulla riconversione dello stabilimento e con l'annuncio dell'assessore regionale all'Industria che ha assicurato interventi per 400 milioni.
Adesso tocca al mondo dell'arte. Un mondo che, grazie ad Agrodolce, aveva visto sorgere una "Sicilwood" che non aspirava a diventare come le colleghe americane e indiane ma che stava per diventare una casa accogliente per attori, scrittori, giornalisti, tecnici, scenografi e chi più ne ha più ne metta.
Chi succiriu? Successe che lo scorso 10 novembre era il termine ultimo per firmare l'accordo, tra Rai e Regione Siciliana, per l'avvio delle riprese legate alla seconda serie televisiva. Ma, nonostante le rassicurazioni sullo stanziamento dei 25 milioni di euro da parte degli amministratori siciliani, ancora, come scrive anche la Stampa, non è stato approvato il Dpef e quindi la Rai si comincia a scantare che questi soldi non ci siano.
E dire che le repliche della soap che vanno per ora in onda in Rai stanno avendo un successo superiore alla prima edizione. In alcuni casi si sfiora il sette per cento di share. Erano previsti nuovi ingressi e tante novità per i vecchi personaggi, ma qua si rischia che alla produzione ci astutano la luce per sempre.
"Se Agrodolce dovesse chiudere - racconta al lapino Ernesto Maria Ponte, uno degli attori più amati della soap - la Sicilia subirebbe un brutto ko. L'isola ci perderebbe nel racconto ma anche nel lavoro. Come attore mi piange il cuore a pensare una cosa simile, perché significherà che quelli come me dovranno nuovamente fare le valige ed andare a trovare fortuna a Roma o Milano".
Ma se i soldi ci sono voi pronti siete? O vi dovete ancora studiare le parti?
"Pronti, pronti siamo. In attesa delle nuove riprese erano stati ingranditi pure gli studi e furono preparate le scenografie".
Ma la Rai deve fare il palinsesto per il nuovo anno e, nonostante ci sia Minoli di mezzo, che un certo peso positivo ce l'ha, non si può più aspettare. Termine ultimo per iniziare a girare?
"Oggi. Ma che dico, ieri... in sostanza se dobbiamo iniziare dobbiamo farlo subito".
Sarà. Questa Sicilia, sempre in mano alla provvidenza, che non sa ricordare che, in fondo, la provvidenza è una barca e basterebbe sbracciarsi e remare nella direzione giusta invece di farsi prendere dalla malavoglia e lasciare che tutto scorra, così, come se nulla fosse.
Commenti (3)
3 Giovedì 26 Novembre 2009 09:45
Stella
Io non mi arrenderei ma perchè non fate una conferenza stampa voi attori, perchè non rendete pubblico il fatto che Agrodolce sta chiudendo senza un motivo?Senza una ragione?
Fra l'indifferenza dei mass-media, direi, che se parlano della Fiat di termini, ignorano voi.
L'indifferenza è solo loro perchè noi gente comune siamo con voi!
2 Mercoledì 25 Novembre 2009 16:30
pietro
Non è possibile,non posso ancora crederci...ma è possibile che non ci sia nulla da fare? Una cosa bella per la Sicilia, per gli artisti siciliani, quelli veri, quelli che sembrano persone comuni, vicine alla gente e non belle statuine, una cosa bella per tutte queste persone a cui già ci siamo affezionati, non si poteva fare? E' così difficile finanziare una cosa che ha riscosso successo e che da lavoro a tante persone?
1 Martedì 24 Novembre 2009 03:43
maria dal canada
Mi dispiace moltissimo sia a me, che a milioni di Italiani all'estero che agro dolce non si fa piu`. Non capsico se ci sono i soldi stanziati, e gli accordi come mai non si decino a firmare? Spero che, ripensano a quelloc he perdono perche` tanti Italiani hanno la rai internazionale solo pe rvedere agro dolce.... la Sicilia ha bisogno di lavoro!!!!!

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