Sabato 19 Maggio 2012

Carceri sull'orlo di una crisi di nervi. Manca pure la benzina per andare in tribunale

Senza piccioli, completamente al verde. E dire che il colore delle banconote dovrebbe essere quello della speranza. Al carcere di Trapani munita non ne hanno manco per fare pochi euro di gasolio, quello giusto per arrivare a trasportare alcuni detenuti al tribunale di Palermo.

Duecentocinquanta chilometri fra andata e ritorno, circa 15 euro di benzina. Eppure succede ed il giudice è costretto a rinviare l'udienza.

Era un'udienza che, come riporta Siciliainformazioni, riguardava presunte infiltrazioni mafiose nella realizzazione di alcuni parchi eolici. Guarda che coincidenza: si parla di energia pulita e il furgoncino a benzina non può inquinare perchè manca il carburante. Pare che i buoni per fare il pieno dovevano essere consegnati prima della trasferta ma guardie e detenuti arristaru a piedi.

E questo è solo l'ultimo capitolo di una saga che vede le carceri siciliane sull'orlo di una crisi di nervi. Troppi i detenuti, troppo pochi i secondini. E quando è troppo è troppo. Gli avvocati penalisti hanno già indetto uno sciopero, fissato per venerdì, per manifestare il disappunto contro l'immobilismo verso l'emergenza sovraffollamento. 

Ed anche le guardie penitenziarie avevano detto la loro, qualche mese addietro, quando decisero di disertare la festa del Corpo. Ad aprile i sindacati di settore avevano gridato alla "vergogna" per la situazione dell'isola. A gennaio, si legge in un comunicato reperibile sul web, "era stata superata la massima tollerabilità ricettiva nelle prigioni, raggiungendo circa 7.000 presenze contro una capienza limite di 5.850 posti". Per i sidacati la carenza d'organico ammontava ad almeno 700 unità, con personale costretto a controllare, come si legge su Blitz, oltre cento persone.

Le strutture poi, in alcuni casi non servono neanche quelle. A fine ottobre, i temporali che si erano abbattuti sulla Sicilia avevano allagato il carcere di Enna e la direzione si era addirittura trovata costretta a sgomberare alcune celle.

E dire che tante cose si muovono invece nel modo giusto. E' stato avviato in Sicilia il progetto "In & Out" per i centri di giustizia minorile di Palermo, Catania, Acireale e Caltanissetta. La Regione ha stanziato un milione e mezzo di euro per la costruzione di campetti di calcio, sale per attività ludico-culturali e per l'attivazione di borse lavoro che potessero consentire ai ragazzi un nuovo inserimento nella società.

A Palermo, presso il carcere di Pagliarelli, si può pure diventare dottori grazie ad una collaborazione con l'università.

Ma, come sempre, ci vuole la moneta e forse non solo. Ci vuole il verde, quello sì, tanta di quella speranza che possa, fosse anche nel futuro, far vivere questi luoghi in cui la luce la si vede solo attraverso le sbarre come posti in cui ci sia la possibilità di riscattarsi e non di posteggiarsi lì, in attesa che ci siano i piccioli per fare benzina.

foto: funky64

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