Martedì 07 Febbraio 2012

La Sicilia iper (radio) attiva e i triangoli della morte

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E' un problema ancora nascosto. Coperto da dubbi e da assenza di riscontri obiettivi. Un problema che vive in certi casi anche grazie ad un surreale silenzio di chi subisce i suoi effetti. Poche le teste che si alzano e le voci che si levano per denunciare. Parliamo dei "triangoli della morte" che nella "Terra del sole" si vanno moltiplicando. Si tratta di zone in cui l'incidenza di tumori e leucemie sulla popolazione ha dei livelli davvero inquietanti.

Il nostro viaggio parte da Valguarnera, un comune che conta poco meno di diecimila abitanti. Ad inizio settembre Live Sicilia.it pubblica un articolo. Si tratta di una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano scritta da Carmelo Parrinelli. “E' troppo alta - si legge - l’incidenza tumorale in un comprensorio fatto di sole spighe di grano e pochissime industrie, sintomaticità di un Meridione economicamente al collasso. […] Da uno studio di un noto oncologo, il dr. Cammarata, emersero risultati allarmanti. In particolare, Grimaldi fece notare come in una cittadina come Enna, sì capoluogo, ma il più povero d’Italia, non ci fossero industrie capaci di alterare in tale modo i valori dei cittadini fino a causarne la morte. Eppure le cose non quadravano; ci si poteva trovare davanti a un dilemma di difficile soluzione, non avendo di fronte agli occhi la causa evidente di patologie tumorali. Ma ciò che non si vede non è detto che non esista”. La vicenda di Valguarnera per alcuni siti parrebbe legata alla miniera di Pasquasia, la più importante struttura di superficie per l'estrazione di zolfo e solfato di potassio della Sicilia. Una vicenda legata da un alone di mistero. Negli anni ’80 si parlò a lungo dell’ipotesi di scorie nucleari portate e seppellite nelle gallerie sotterranee. Se in molti forum questo diviene argomento tabù, su Youtube compaiono le prime testimonianze video.

Nel Trapanese, nei giorni scorsi un altro segnale che potrebbe rivelarsi allarmante. Pare che si stia predisponendo una nuova verifica sugli indici di radioattività presenti nelle aree interessate della provincia. A chiedere questo intervento è stato un consigliere provinciale del gruppo misto, Ignazio Passalacqua. Secondo quanto riporta il sito Marsala.it, il consigliere avrebbe sollevato la questione dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti riguardo lo smaltimento di scorie. Smaltimento che potrebbe essere avvenuto "presso le cave in disuso tra Marsala e Mazara del Vallo. Da anni - scrivono su Marsala.it - gli abitanti di quella fetta di territorio denunciano l’alto tasso di incidenza di tumori e l’altissima mortalità che ne deriva. Una zona in cui sono presenti falde acquifere di rilevante importanza".

Dalla estrema fascia occidentale alla fascia costiera orientale dell'Isola. Siamo per la precisione tra Priolo e Augusta. A parlare questa volta è il rapporto dell’Organizzazione Mondiale alla Sanità, presentato a Siracusa nelle settimane scorse. Ad illustrare i dati contenuti è stato il parlamentare regionale del PD, Roberto De Benedectis in un comunicato: "Ad Augusta e Priolo si muore a causa dei tumori più che nel resto della Sicilia. Si muore per tumori che sono più frequenti nei bronchi e nei polmoni (+24%), nella pleura (+428%), ma anche per le malattie respiratorie acute ( +132%). Sono dati noti, ma gravissimi”. De Benedectis lancia un chiaro allarme. “Ho già concordato con il presidente Laccoto un interessamento della commissione sanità all’Ars per analizzare ed approfondire il rapporto dell’OMS e per sollecitare il governo regionale ad assumere questa come un’emergenza prioritaria – continua De Benedctis - Non sarà sufficiente intervenire a valle sul piano delle cure sanitarie, certamente da potenziare, e nemmeno limitarsi alle bonifiche previste da un piano di risanamento ambientale mai decollato. Bisogna andare alla fonte del problema - sottolinea – fermando le emissioni inquinanti delle industrie nell’aria".

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