Occupano una casa sfitta credendola popolare... e scoppia il vivamaria: otto feriti

Una cosa è certa. E' finita a schifio. Sì, perché il bisogno di un tetto non ha fatto vedere più dagli occhi a nessuno. Tant'è che si sono date legnate da orbi. A parlare sono i numeri: otto feriti. Tra loro anche un consigliere provinciale, il comandante dei vigili urbani e due agenti.
Il tutto accade a Gela e ne riporta i particolari LaSicilia.it.
Una famiglia avrebbe occupato una casa sfitta, credendola un alloggio popolare del Comune. Immediato il ricorso alle forze dell'ordine che però non possono immediatamente intervenire. La magistratura, informata dai vigili urbani, fa sapere che si può procedere solo su querela di parte. Manco a dirlo succiriu il "vivamaria". I proprietari presi dalla rabbia pensano di farsi giustizia da sé e si scontrano con gli occupanti.
Set di questa scena degna di un film con Bud Spencer e Terence Hill è il Villaggio Aldisio.
La nostra terra purtroppo non è nuova al fenomeno delle occupazioni abusive. Nelle settimane scorse vi avevamo infatti dato i numeri di questa emergenza.
Alcuni parlerebbero di suvicchiaria, altri di bisogno, altri ancora risponderebbero: picchì un si po' fari?. Per dare dei numeri vi diciamo che sono oltre 4.000 gli alloggi occupati illecitamente in città su un totale di 11.000 che sono gestiti dall'Iacp (l'istituto autonomo delle case popolari). Vale a dire: quasi il triplo.
Per intenderci, su undici appartamenti, quattro sono abitati da "abusivi". Il numero delle occupazioni abusive è destinato a salire a 4.500 se si considera anche l'hinterland. Si tratta di dati confermati da un'indagine della Federcasa del dicembre 2008. Il quartiere dove l'abuso tocca picchi più significativi è San Filippo Neri. Allo Zen, la vecchia denominazione della zona simbolo del degrado cittadino, le case occupate abusivamente sono quasi 2.800. Un dato altissimo se pensiamo che ad abitare i padiglioni progettati tra la fine degli anni Sessanta e i primi dei Settanta, sono circa in novemila.
Un terzo quindi vive illecitamente. La maggior parte delle prime case, consegnate all'inizio dei ruggenti anni Ottanta, furono occupate abusivamente prima di ancora di essere collaudate. Sono i numeri, nudi e crudi, che fotografano l'emergenza abitativa nel capoluogo siciliano, dove ad esempio, sono mille in totale gli iscritti nella graduatoria comunale per l'assegnazione delle case popolari. In realtà, a questa lista occorre aggiungerne almeno altri mille. Si tratta di senza casa che finora non hanno mai presentato una domanda. Il trend parla di settanta case assegnate all'anno. Il fabbisogno abitativo, secondo il Peep (Piano economico di edilizia popolare), è di 7.200 alloggi. La delibera che contiene tutti i criteri per l'individuazione delle aree fatica però a essere approvata in Consiglio comunale, ed è ancora arenata nei banchi delle aule consiliari. Ma in realtà per qualcuno 7.200 alloggi non bastano e ne servirebbero il triplo…
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