Martedì 07 Febbraio 2012

Che ne sarà di noi... i presidi siciliani in balia del paradosso

Prima di tutto fecero un concorso, bandito nel 2004, poi successe che alcuni, una cosa come 400, vinsero ed altri invece no. Quelli che vinsero fecero tutta la trafila per l'assegnazione, studiarono notte e giorno e finalmente, tre anni fa, arrivarono al top della carriera.

Alcuni si trasferirono in altre città, altri iniziarono a fare i pendolari, alcuni piansero perché in classe non c'entravano più ed altri risero perchè potevano, di tanto in tanto, farsi pure un bello giorno di vacanza.
Nel frattempo, però, fra quelli che persero, ci furono due persone che la cosa proprio non gli andava giù: e fecero ricorso al Tar. Inizialmete la commissione ha duvuto rivedere gli elaborati e i ricorrenti vennero abbollati per la seconda volta. Ma non c'è due senza tre e ci fu la terza bocciatura.
Però successe che il Cga annullò il concorso perché il presidente era uno solo ma le commissioni erano due e ci poteva essere il rischio che le correzioni fossero fatte senza la presenza del presidente stesso. Il bello è che così fu fatto anche nelle altre regioni d'Italia ma non ci fu alcun ricorso.
E arrivò il terremoto. Mail, telefonate, cose da dire e cose da fare.
Lo scanto di quattrocento persone che non sapevano più quale sarebbe stata la loro sorte crebbe in modo esponenziale. E in Sicilia quando succedono cose grosse che si fa? Si cerca di risolvere i problemi a livello politico. Successe che nel decreto salva-precari ci misero un emendamento che doveva fungere da salvagente per i presidi. Ma l'emendamento fu bocciato.
I presidi fecero un coordinamento e ora li aspetta anche un viaggio a Roma per capire, a livello ministeriale, che cosa potrà succedere. Di mezzo ci sono situazioni assurde: presidi, come quelli dello Zen di Palermo che a momenti rischiano la vita, e altri che non sanno se dovranno tornare a insegnare. E poi c'è l'aspetto economico e previdenziale. Non si sa nulla, questa è l'unica cosa che si sa, quindi è chiaro che gli animi si scaldino.
Staremo a vedere, certo è che, in Sicilia, una cosa buona manco quelli allittrati la riescono a fare.

foto: haramlik

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