Così parlò Spatuzza, l'Italia col fiato sospeso e il naso all'insù

Poche parole amici del Lapino sull'evento mediatico del giorno. Poche parole per descrivere un'udienza caricata, secondo alcuni, di troppe aspettative. Un'udienza però piena di tanti interrogativi e soprattutto con un impellente bisogno di riscontri.
Giorno undici dicembre ci sarà il secondo round con i fratelli Graviano in aula. Oggi Sky ha trasmesso la deposizione in diretta del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. E tutti col naso all'insù in supermercati, negli uffici, nelle proprie case.
Davanti all'aula bunker già dalle prime ore del mattino erano accampati molti giornalisti, operatori, fotografi. Spatuzza era messo al riparo da sguardi indiscreti. Coperto da due paraventi e una poco di forze dell'ordine. Il processo si è tenuto a Torino per motivi di sicurezza. Il pentito ha riferito durante la requisitoria che "il boss Graviano mi disse: grazie a quello di Canale 5 abbiamo in mano il Paese". Dell'Utri, imputato nel processo per associazione mafiosa, già condannato a nove anni in primo grado, ha detto: «Graviano? Mai conosciuto». Secondo alcuni siti nazionali Berlusconi nel corso del Consiglio dei Ministri avrebbe commentato la deposizione con poche parole: "Accuse assurde".
Spatuzza nel corso della deposizione ha raccontato anche la sua conversione. "Mi trovai di fronte al bivio di essere o uomo di Dio o di mammona: ho deciso di amare Dio. [...] Non sono qui per barattare le mie parole, sarei un vigliacco - aggiunge - lo Stato sa cosa deve fare della mia persona. La mia missione è restituire verità alla storia e non mi fermerò di fronte a niente. Se ho messo la mia vita nelle mani del male, perché non la devo perdere per il bene?".
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