Sabato 04 Febbraio 2012

Zen di Palermo, terra di nessuno... anzi di qualcuno

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Pare che all'emergenza munnizza, così come a tutte le altre emergenze, la città di Palermo ci fece l'abitudine. Ormai si passa davanti ai cumuli di immondizia e con un rituale "chi schifiu" si abbandona il luogo dello scempio.

Oggi invece a Palermo si registra una nuova piccola emergenza quella relativa alla sicurezza. Ieri notte presero di mira la scuola Falcone allo Zen. Ignoti cafuddarono sul muro e tirarono a terra i marmi. Colpirono i condizionatori... insomma fecero macello. Ma non per fregarsi qualcosa. Lasciarono tutto lì. In Sicilia una parola, intraducibile pienamente in italiano, avrebbe definito questo gesto "suvicchiaria". Indica una prepotenza. Come a dire: 'cca cumannu io.

C'è chi vede in questo raid vandalico una sorta di sfida allo Stato e alla legalità. Tempo fa il consigliere Orlando e Tanania del Partito democratico si erano fatti in quattro per fare installare la videosorveglianza. Ieri notte hanno attaccato giusto giusto l'aria non coperta dalle telecamere. L'assessore alla Pubblica istruzione si è impegnata per dare risorse finanziarie alla scuola e permettere così il recupero della struttura, vittima in passato di altri vandalismi.

Ma tutto è stato vanificato.

E allora che fare? Lo Zen, come tutti i quartieri di periferia di Palermo, resteranno zone della desolazione o potranno redimersi? 

Commenti (1)
1 Martedì 15 Dicembre 2009 14:11
Pippo
"suvicchiaria" = "sovercheria" quindi traducibile

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