Giovedì 09 Settembre 2010

I prodotti siciliani di qualità finiscono nei distributori automatici. Si comincia da Siracusa

La mandorla di Avola naturale e tostata, biscotti realizzati con le stesse mandorle, coppette di macedonia con succo fresco di arancia rossa di Sicilia Igp, merendine al limone di Siracusa, pomodorino di Pachino, schiacciatine pandittaino, salame Sant’Angelo di Brolo Igp, formaggio “Cosacavaddu” semistagionato e pistacchio di Bronte.

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I politici di Bagheria danno "quattro calci alla mafia". Il macht sabato pomeriggio

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Il titolo è già tutto un programma. "Diamo quattro calci alla mafia". Si tratta di una manifestazione sportiva che si terrà domani alle ore 17, presso il Centro Sportivo “Rammacca” di Bagheria. Un evento organizzato dall’Udc e dal suo movimento giovanile bagherese.

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Si leva la ola degli ultras: rinviato di un anno il provvedimento della tessera del tifoso

Tessera del tifoso? Se sono rose, fioriranno. Proprio così, il ministro dell'Interno Maroni ha ascoltato il parere delle società di serie A e B e ha deciso di rinviare alla prossima stagione l'entrata in vigore della famigerata "Tessera".

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Motori ecologici a Termini Imerese. La Regione cerca di salvare il salvabile

Parking di Enrico Maioli

Pensa un po'. Motori ecologici a Termini Imerese? Pare che lo stabilimento e l'indotto sia davvero molto importante. E' stata infatti la giunta di governo a deliberare il piano di interventi per circa 400 milioni di euro da mettere in campo per sostenere il rilancio dello stabilimento Fiat di Termini Imerese.

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Beni confiscati alla mafia in vendita? Da Palermo a Corleone c'è chi dice "no"

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I consigli comunali di Corleone e Palermo, insieme, per chiedere di fermare la scelta del governo nazionale di vendere i beni confiscati alle mafie.

L’iniziativa è di due esponenti del Partito Democratico Salvatore Orlando, consigliere comunale a Palermo e Dino Paternostro, consigliere comunale a Corleone, che hanno presentato nelle rispettive assemblee elettive un ordine del giorno con cui si esprime “la forte preoccupazione per l’introduzione di questa norma, che diventerebbe fonte di assoluta incertezza nell’utilizzo dei beni confiscati, ed elemento di indebolimento nella lotta alla criminalità organizzata”.

“Se questa norma entrasse in vigore si esporrebbero i sindaci a possibili pressioni mafiose per non assegnare i beni e metterli in vendita. E – aggiungono - le mafie hanno denaro sporco da ripulire, che utilizzerebbero per rientrare in possesso delle terre, delle case e delle aziende confiscate dalla magistratura e dalle forze dell’ordine”.

Con l’ordine del giorno, si chiede inoltre “al governo e al parlamento di ritirare la norma, che comprometterebbe in maniera rilevante e irreparabile l’impianto legislativo di contrasto alla mafia, che ha nella confisca dei beni, nella loro inalienabilità e nel loro utilizzo per finalità sociali uno degli strumenti più efficaci di lotta alla criminalità organizzata”.

“Nel 1996, proprio da Corleone e da Palermo partì la raccolta di un milione di firme per la legge di iniziativa popolare sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia, che divenne la Legge n. 109/96 – dicono Paternostro e Orlando -. È importante che ancora uan volta queste due città facciano sentire la loro voce”.

“Auspichiamo – concludono i due rappresentanti del PD – che anche negli altri comuni siciliani vi siano iniziative di questo genere, e confidiamo in una ampia convergenza capace di andare oltre le logiche degli schieramenti politici”

   

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