Martedì 07 Febbraio 2012

La protesta dei cenciaioli: ovvero come complicare le cose semplici e mai viceversa

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Hanno trascorso la notte sul tetto di Palazzo delle Aquile, con la testa poggiata sul muretto a chiedersi perché se hanno lavorato al meglio, perché se c'è un accordo e tutto il resto... i piccioli

 alla fine non arrivano. Sono i cenciaioli, quelli che un tempo, a bordo del Lapino, raccoglievano cartuni, ferro e quant'altro. Possiamo dire che sono i primi esperti in raccolta differenziata. In una città sull'orlo della discarica, accade però che 'sti poveri cristiani per avere ciò che spetta loro debbano fare vucciria. Palermo, ormai è indifferente alla voce di chi protesta. "Su tutti i stissi, vonnu u posto per poi un travagghiari". Purtroppo il palermitano generico medio non lo fa per male. Almeno secondo il Lapino, che si vanta di essere "ben pensante". Il palermitano è indifferente perché forse non si informa abbastanza o forse perché non lo informano bene. Intanto ottantadue lavoratori finiscono per restare con il naso all'insù sotto un cielo stellato sperando che qualcuno si prenda cura di loro: non arrivano i soldi per il servizio svolto e c'è una convenzione da chiarire.

Eppure non tutti forse sanno che il lavoro del cenciaiolo allunga la vita alla discarica di Bellolampo, aiuta l'ambiente, fa risparmiare i soldi all'amministrazione, favorisce i percorsi per il riciclo di carta, metalli... e soprattutto permette a ottantadue padri di famiglia di portare onestamente il pane a tavola. 

E così un bel mattino ti trovi a Palazzo delle Aquile con Fabrizio Ferrandelli (promosso cenciaiolo "honoris causa") e Nadia Spallitta. Sono due consiglieri. Chiariamo subito una cosa: il lapino non si schiera né a destra né a sinistra. Il lapino ama andare dritto per la sua strada e osserva tutto. E quando vede qualcosa di buono per Lui è un dovere e un diritto raccontarla. I consiglieri non hanno profuso saluti e promesse. Ferrandelli e Spallitta hanno aiutato a trovare una strada nell'intricata questione. Questione che in realtà è così semplice che diventa difficile. Perché? Perché siamo siciliani, ma di questo parleremo più in là. "L'avvocato Spallitta" trova il modo di rendere il difficile facile. I pagamenti saranno effettuati ed in più grazie all'intervento del consigliere Giulio Tantillo i cenciaioli incontreranno il presidente dell'Amia per porre dei punti fissi sulla famigerata convenzione.

Insomma quando la politica vuole qualcosa riesce a fare. Ma il Lapino ama il dubbio e conclude con un: staremo a vedere...


Commenti (5)
5 Domenica 25 Ottobre 2009 17:02
Renata
Certo se avessero chiesto l'assunzione all'amia o al comune l'attesa sarebbe stata più breve, ... ma si sono incaponiti a campare solo con quello che raccolgono!
4 Domenica 25 Ottobre 2009 17:01
Renata
staremo a vedere...
...
non si è visto niente!
i cenciaioli sono ancora là!!
3 Giovedì 22 Ottobre 2009 16:24
l'anonimo
Ma perchè con loro c'è sempre e solo Ferrandelli? Gli altri che fanno?=
2 Giovedì 22 Ottobre 2009 16:19
Veronica
Siamo alle solite con chi vuole creare bacini di precari per rubare voti. Stabilizzateli è meglio per tutti..possono essere ricatatti sempre.
1 Giovedì 22 Ottobre 2009 16:18
Paolo
Complimenti per questo giornale alternativo. Un modo diverso e forse più vero per raccontare le cose.
Solidarietà ai cenciaioli.
Politici la città ha bisogno di essere amministrata

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