Il sindaco di Licata viene rimesso in libertà ma lontano dal suo paese

Secondo l'accusa c'è una storia di mazzette dietro la festa del Santo Patrono. Per questo era finito agli arresti domiciliari il sindaco di Licata, Angelo Graci. Adesso nei suoi confronti è stata applicata la misura del divieto di dimora nel suo paese, quello in cui esercitava la carica di primo cittadino. Per il vicepresidente del Consiglio comunale, Nicola Riccobene, sono stati revocati i domiciliari. mentre l’assessore comunale Tiziana Zirafi non potrà, in via cautelare, ricoprire pubblici uffici.
I provvedimenti, secondo quanto riporta Agrigentoweb.it, sono stati firmati dopo gli interrogatori di garanzia dei quattro indagati, arrestati dai carabinieri martedì scorso con l’accusa di corruzione aggravata. Secondo l’accusa i tre amministratori avrebbero incassato una tangente complessiva di seimila euro da un organizzatore di spettacoli, per fargli avere in cambio l’aggiudicazione dell’appalto pubblico per lo svolgimento del concerto in occasione della festa del Patrono.
(foto di Gnuckx ccO)
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