PAROLA SUA. Marianna Caronia (Pdl): "Indipendente, non rinunciataria"
"Non insanabili divergenze politiche, ma contrapposizioni e beghe personali hanno determinato la crisi di Governo. Come ho già spiegato in questa “bagarre”, io non mi ci ritrovo. E’ questo il senso del mio essermi dichiarata “indipendente” . Ogni altra interpretazione ed ogni altra illazione, se non strumentale, è falsa e priva di qualsiasi fondamento. La mia decisa presa di posizione non vuol dire infatti, almeno sin quando chi ne ha titolo non dovesse chiedermelo più o meno esplicitamente, un abbandono. E’ dovere di tutti quelli che come me, credono nella politica del PdL, di un unico PdL e del suo leader, Silvio Berlusconi e dello schieramento che ha prodotto un così solido consenso tra gli elettori siciliani non darsi per vinti e battersi, anche con iniziative forti e non rinunciare alla rivendicazione di una soluzione unitaria che non prevarichi nessuno".
"Se dovessi spiegare ai miei elettori il “perché” di quanto sta accadendo, non sarei nelle condizioni di farlo. Non riesco infatti a comprendere l’apparente disinteresse dei vertici nazionali del PdL né le ragioni del loro mancato intervento per una soluzione che possa evitare il dover ricorrere al, non certo disinteressato, “soccorso ” dell’opposizione per sbloccare la incettabile condizione di stallo del governo regionale, oggettivamente impossibilitato a dare risposte ai pressanti problemi della nostra regione. Chi come me ritiene che la politica debba essere interpretata come servizio per la collettività e considera un obbligo la “politica del fare e del riformare” non potrà che orientare le sue scelte in base a questi convincimenti e nessuna altra ragione, né falsamente ideologica o di appartenenza, potrà influenzarle o condizionarle in alcun modo".



