L'Udinese a Palermo e quelle cinque polpette ancora indigeste
Non c'è due senza tre? Dopo la bellissima vittoria contro la Juventus di Amauri e i tre punti a conquistati a cavuci e muzzicuni a
Livorno, arriva l'Udinese. E quando viene l'Udinese a Palermo c'è sempre di scantarisi. E lo sapete perché? Per quella maledetta domenica del 13 marzo 2005. C'era il sole alla Favorita e lo stadio era pieno che quell'anno i rosanero erano saliti in serie A e si erano abbonati tutti, che manco c'era lo spazio per quello dei ghiaccioli all'arancia. I tifosi erano ancora convinti che potevano andare in Champions League. Guidolin ci aveva dato un bel gioco, Lucatoni segnava a grappoli, grazie agli assist di Corini. Però giusto giusto, Lucatoni mancava quel giorno. La squadra era quinta e sotto di un punto c'era proprio l'Udinese. Si sapeva che era una partita camurrusa però mica si pensava che quello che poi sarebbe successo. Dopo mezz'ora pareva che il Palermo se la poteva giocare, poi però Di Michele si mise a segnare come un pazzo e Corini e compagnia bella la palla non l'hanno più vista. Finì cinque a uno per i bianconeri. Ma siccome i palermitani sono sempre bravi a rimediare alle malefiure, a fine partita invece di fischiare la squadra, si misero tutti aggritta per applaudire i ragazzi. Fu emozionante assai, e pure le trasmissioni della sera che parlano sempre dell'Inter, della Juventus e del Milan parlarono del Palermo. Delle cinque polpette e di quei tifosi ca ficiru arrizzari i carni.
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