Sabato 04 Febbraio 2012

Truvaru a pantera. E' rosa e nera. Ed è straniera

Truvaru a pantera. E' rosa e nera. Ed è straniera. A circavanu a Bellulampu e a Turrietta, vicino al ristorante ru zu Caliddu. E invece a truvaru tra le montagne austriache. Si immarcò nell'aereo del Palemmo partito pu ritiro. Dicono che ora questa pantera, l'allenatore Delio Rossi la vuole mettere all'attacco. Perché è 'na vitturina e sa spirugghia buonu. Già l'hanno provata e arrisultò na putienza. In un'amichevole, la pantera si sintieva come un picciriddo (dice che deve fare vent'anni doppodomani) menz'a strata. Parapara, muro di Pelè, porta romana, sutta? No, si misi a ghiucari all'unnici gol. E ci arrinisciò a spunnare la porta del Krumpendorf (l'ho visto su Gugol come si scrive) per unnici volte. E' vero che questi qua erano dei tavernari che sono entrati in campo doppo ca si futtieru na rarigghia ri wurstel e du cati ri birra l'unu ma sempre unnici gol sunnu. E all'ultimata per penitenza la pantera insieme ai compagni ci voleva fare la "boccia" al portiere. Il gigante austriaco si scantò. Per fortuna che poi acchianò la Forestale da Palemmo e la catturarono. Però ora dice che Rossi si sbintò la testa per questo felino e, forsi, se lo sta tenendo nella squatra. Ah, mu scurdavu, la pantera dice che si chiama Abel. A bella pantera!

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