Dal camione carico di scarpe ai borselli, tutti i furti del fine settimana a Palermo
Se c'è una cosa che a Palermo non passa mai di moda è il furto. Da quello a bordo del vespino, meglio conosciuto come scippo, a quello con tanto di minaccia e viso duro. Per fortuna sta disciplina trova oggi sempre pronte le forze dell'ordine che a fine giornata tracciano bilanci più che positivi. Ma non mancano quelli che riescono a farla franca almeno sul momento. Le indagini alla fine centrano l'obiettivo e a mala scaltrizza è sempre punita. Ma andiamo a noi.
Pare che alla notizia della possibile chiusura del centro storico a Palermo qualcuno si sia preoccupato di fare qualche passo in più a piedi. Visto che le suole delle scarpe si consumano oggi con più facilità e visto che piccioli un ci nn'è, meglio tagliare la testa al toro e pensarci con anticipo. Pare che in corso dei Mille qualcuno rubò un intero camion di scarpe. Le forze dell'ordine sono sulle loro "tracce".
Pare che il vizio di scippare in centro sia l'ambizione di molti disonesti. Pare anche che la maggior parte dei furti trovi giustizia con l'arresto dei malviventi e la consegna al legittimo proprietario della refurtiva. Almeno questo spera un anziano che si trovava in macchina in via Principe di Villafranca. L'uomo è stato fermato da due giovani che hanno portato via un borsello con 350 euro e il cellulare.
Pare che tra i ladri ci sia un'ampia schiera che crede nei proverbi e li rispetta pedissequamente. La tradizione siciliana spesso invita a non cambiare mai "la (strada) vecchia per la nuova". Come dire, megghiu u tintu canusciuto che u novu a canusciri. E così due picciotti, dopo avere rubato qualche mese prima alcune migliaia di euro a un'anziana, pare che tornarono di nuovo nello stesso posto. Stavolta il bottino fu di 500 euro ma tutto non andò per loro liscio. La signora dopo il primo colpo s'accattò un cane che a Palermo è meglio di un antifurto. E così andò a finire che l'abbaio del pastore tedesco allertò vicini e passanti che allertarono i carabinieri, che inseguirono i ladri, che invano tentarono di scappare. Processati per direttissima, i due sono stati condannati a otto mesi di reclusione (pena sospesa).



