Sabato 04 Febbraio 2012

"Dimenticano" il cagnolino in balcone a Ragusa, muore di stenti un meticcio

Riportiamo un comunicato dell'Enpa, l'ente nazionale protezione animali.

"Non ce l’ha fatta Lillo (così ribattezzato dai volontari Enpa), un meticcio di otto mesi, che era stato “dimenticato” dai suoi proprietari sul balcone della loro abitazione di Ragusa. Abbandonato senza cibo né acqua, Lillo ha vagato disperatamente per alcuni giorni sui pochi metri quadrati del terrazzo, domandandosi forse che fine avessero fatto i suoi “amici a due zampe”, quelle stesse persone che fino a qualche giorno prima lo avevano coccolato e accudito.

L’agonia di Lillo è terminata domenica 8 novembre, quando, un vicino, preoccupato per quel corpicino che di ora in ora si faceva sempre più deperito e non riuscendo a rintracciare i proprietari dell’immobile, ha segnalato l’abbandono alle Guardie Zoofile Enpa di Ragusa chiedendo un loro immediato intervento. I volontari della Protezione Animali, supportati dai Vigili del Fuoco, si sono recati sul posto e, dopo aver constato la difficile situazione dell’animale – i proprietari del meticcio avevano avuto la “sensibilità” di lasciare aperta la porta tra l’abitazione e il terrazzo – hanno chiesto alla Procura l’autorizzazione ad accedere sul balcone e ad entrare nell’appartamento per soccorrere il cane. “Non appena siamo entrati nell’appartamento – racconta Antonio Tringali, responsabile della Sezione Enpa di Ragusa – ai nostri occhi si è presentato uno spettacolo degno di un girone infernale: Lillo, ormai visibilmente denutrito, se ne stava in un cantuccio, tra la sporcizia e le sue stesse deiezioni. Dei proprietari, ovviamente, nessuna traccia”.

“Inorriditi e sconcertati da tanta crudeltà – prosegue Tringali -, abbiamo immediatamente affidato l’animale alle cure di un veterinario sperando di poterlo curare”. Il miracolo, purtroppo, non è avvenuto: ieri notte, sotto il peso degli stenti, il cuore di Lillo ha smesso di battere. “Non c’è nessuna parola per esprimere lo sconforto e l’amarezza che provo – conclude Tringali – a questo punto l’unica cosa che possiamo fare è assicurare i responsabili di questo crimine alla giustizia; i magistrati sono già al lavoro per identificare i proprietari dell’immobile che dovranno rispondere di quanto previsto dal Codice Penale. Questa vicenda ci spinge a intensificare la nostra sorveglianza contro i maltrattamenti, un campo nel quale, lo ricordo, la legge permette alle Guardie Zoofile di agire di loro iniziativa”.

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