Aggredita da un cane una studentessa a Catania. Ecco cosa dovrebbero fare i comuni

Nuovo episodio di aggressione da parte di un cane randagio in Sicilia. Questa volta vittima è una studentessa di 13 anni. Si trovava davanti alla sua scuola quando è stata morsa a un polpaccio da un cane randagio. L'episodio è avvenuto a Librino, quartiere popolare di Catania, davanti all'istituto comprensivo Pestalozzi.
Nei mesi scorsi era stata emessa una direttiva dall'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo che in tredici punti spiegava obblighi e competenze dei Comuni. Questi enti dovranno infatti provvedere, direttamente o in convenzione con Enti, privati o Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale, alla cattura dei cani vaganti con modalità che ne salvaguardino l’incolumità; dotare la propria Polizia municipale di dispositivi di lettura Iso compatibili; verificare la identità dei cani catturati o rinvenuti sul territorio a mezzo di lettori; affidare i cani vaganti catturati, dopo identificazione e microchippatura, ai rifugi sanitari pubblici o ai rifugi sanitari convenzionati; stipulare apposite convenzioni con le Associazioni animaliste o protezionistiche ovvero con rifugi per il ricovero privati per l’affidamento e il mantenimento dei cani catturati; attivare, di concerto con le Ausl, gli ambulatori veterinari dove effettuare le operazioni di anagrafe e di sterilizzazione; provvedere al risanamento dei rifugi per il ricovero, ove siano già esistenti, o costruire rifugi sanitari pubblici e provvedere alla loro gestione; preporre un responsabile amministrativo nel caso in cui il rifugio sanitario pubblico sia gestito direttamente dal Comune, o affidare la gestione dei rifugi sanitari pubblici, sotto il controllo sanitario delle Ausl, alle Associazioni protezionistiche o animaliste sulla base di apposita convenzione; provvedere al mantenimento nei rifugi degli animali confiscati o affidarli alle Associazioni protezionistiche o animaliste per il loro recupero comportamentale; individuare e delimitare aree urbane da destinare alla attività motoria dei cani d’affezione; provvedere alla stipula di una assicurazione per gli eventuali danni causati a terzi da cani vaganti sprovvisti di proprietario; provvedere alla attuazione dei piani di controllo delle nascite; irrogare le sanzioni amministrative previste (che resteranno comunque destinate al finanziamento degli interventi di settore) per l’inosservanza e le violazioni degli obblighi previsti dalla normativa vigente.
Insomma tante belle intenzioni, ma nei fatti cosa sinora è stato fatto?
(Foto di Stefano Bertocchi)



