Termini, gli operai Fiat occupano il comune, la fabbrica rischia di non ripartire?
Duecento operai della Fiat di Termini Imerese hanno occupato il municipio e la stanza del sindaco Salvatore Burrafato. Questi padri di famiglia la crisi la vivono sulla loro pelle e da oggi sono di nuovo in cassa integrazione. Purtroppo le prospettive sembrano tutt'altro che rosee: gli operai temono infatti che l'azienda possa smantellare il sito dove si produce la Lancia Y. «La nostra - spiega Roberto Mastrosimone della Fiom - è un'azione simbolica per chiedere attenzione sulla vertenza in atto. Siamo qui perché vogliamo incontrare il vicesindaco, cioè il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega al Cipe, Gianfranco Miccichè».
La Fiat di Termini per la Sicilia e i siciliani è stato in passato un forte punto di riferimento per le aspirazioni di industrializzazione e sviluppo della regione. Per chi, magari e giovane, è bene ricordare qualche paginetta di storia. Abbiamo attinto dal sito della Fiom che traccia in pochi passaggi la storia della fabbrica siciliana attraverso i numeri dell'occupazione. "Quando nacque nel 1970 - scrivono sul sito della Fiom -, sulla spinta delle grandi lotte operaie del tempo che tra le principali rivendicazioni poneva lo sviluppo del Mezzogiorno, si chiamava SicilFiat, in quanto la Regione Sicilia, tramite la Sofis (l’ ente di finanziamento alle industrie) deteneva il 40% delle azioni, ma la partecipazione della Regione non durò molto e si esaurì nel 1977. All'inizio con soli 350 addetti, si produceva la "500" e nel ’74 le linee montavano la "126", quattro anni dopo entra la produzione della Panda e il numero degli addetti cresce e si attesta sopra 1.500. Il successo del modello impone il terzo turno di lavoro e a metà degli anni ‘80 i dipendenti arrivano a 3.200, senza contare l’indotto. Nel 1993 pero', arriva la prima ristrutturazione con migliaia di lavoratori in cassa integrazione a zero ore che porterà a un taglio drastico dei posti di lavoro a quel tempo l’auto in produzione è la Tipo. Un’altra ristrutturazione arriva a luglio 2002 e decreta l’espulsione dalla fabbrica di 223 lavoratori, ma grazie alle lotte dei lavoratori e alla forte cassa di risonanza politica e sociale creata intorno, la Fiat di Termini e' sopravvissuta ad oggi, al pesante piano di ristrutturazione presentato dalla nuova classe dirigente, che intendeva chiudere lo stabilimento. Attualmente a Termini Imerese si produce la lancia Y e vi lavorano 1.400 tra operai e impiegati e altri 600 fanno parte dell’indotto".



